FURTI A MONTEPARANO 

Articolo strano per un giornalino scolastico, ma molto importante per noi tutti monteparanesi… Il caos è regnato sul nostro paese: nell’ultimo mese sono stati registrati,in alcune zone di Monteparano,diversi furti di importanti oggetti di valore, falsificazioni di carte di credito,avvenuti soprattutto in via Giulio Cesare, e per non parlare poi dei disastri provocati all’interno delle abitazioni. Quando poi la situazione sembrava essere tornata normale, ecco che poco dopo si sono verificati altri  furti: mentre noi alunni tornavamo a casa all’una abbiamo trovato i carabinieri lungo la strada del panificio e del fruttivendolo. Paurosi,siamo tornati a casa chiedendo ai nostri genitori cosa fosse successo, ma hanno saputo dirci solo che si era verificato un altro furto. Nel pomeriggio,poi,abbiamo saputo che avevano arrestato  i colpevoli: erano quattro zingari, il primo lo hanno preso sul posto dell’ultimo furto, il quale abitava proprio qui a Monteparano, il secondo si era rifugiato nella nostra scuola, un altro invece si era nascosto giù alla Madonna della Camera, dove poi hanno trovato tutti gli oggetti rubati. Successivamente sono stati arrestati, anche se poi si sono verificati furti di auto, ma ora i vigili a Monteparano sono sempre in circolazione affinché la popolazione ritrovi una maggior sicurezza, che ovviamente considerano fondamentale, nonostante il nostro sia un piccolo paese.

RIGOPIANO

La valanga di Rigopiano è un evento che si è verificato il 18 gennaio 2017 , presso il comune di Farindola. La slavina, distaccatasi da un monte soprastante, ha distrutto l'albergo Rigopiano-Gran Sasso Resort, causando ventinove vittime. Parliamo  della valanga più grave avvenuta in Italia e forse  in Europa. L o stesso giorno  erano presenti nel hotel 40 persone, 28 ospiti, 4 bambini e 12 membri del personale che da ore sono state bloccate sotto metri di neve, solo un impiegato e un ospite sono riuscito a scappare dalla grande valanga. Infatti sono stati proprio loro a dare l'allarme;  tuttavia la macchina dei soccorsi si è attivata solo dopo le 19:30, perché le prime telefonate furono considerate inattendibili dalla prefettura di Pescara per la confusione con il crollo di una stalla avvenuto a Rigopiano quella mattina. Essendo interrotte le vie di comunicazione, per il maltempo, i soccorritori della Guardia di Finanza e del Corpo nazionale soccorso alpino decisero di staccarsi avanzando con gli sci dalla colonna dei mezzi di soccorso che proseguiva con la turbina spazzaneve, dirigendosi verso l'hotel. Dopo più di due ore di avvicinamento, il gruppo riesce a raggiungere l'hotel verso le quattro del mattino, soccorrendo i due superstiti che nel frattempo avevano trovato rifugio in un'autovettura. Iniziarono le ricerche, che coinsistevano nel ritrovare e cercare di slavare le persone ancora vive. Verso mezzogiorno la colonna motorizzata dei mezzi dei soccorsi riesce a raggiungere l'hotel. Il 20 gennaio attorno alle 12:00 e dopo oltre 30 ore vengono trovati 6 sopravvissuti nel nella zona cucina. 58 ore dopo  sono state recuperate vive nove persone intrappolate nell'edificio, cinque adulti e quattro bambini. Le ricerche sono state terminate il 26 gennaio, delle 40 persone che si trovavano nel rifugio, il bilancio finale risulta di 29 vittime e 11 superstiti. La Magistratura, ha aperto un inchiesta sull'accaduto per accertare la resistenza sismica dell’ albergo. L'albergo, a seguito della ristrutturazione del 2007 con l'introduzione di un centro benessere, era stato al centro di una inchiesta per presunto reato di abuso edilizio, ma gli indagati erano poi stati tutti prosciolti nel 2016.Nel 1999 uno studio evidenziava che l'albergo era effettivamente in una zona a rischio. E’ stato scoperto che l'edificio stesso era stato costruito sui detriti di una precedente valanga del 1936. L'osservazione di alcune fotografie scattate negli anni 1945 e del 1954 con altre scattate negli anni 1975 e 1985 sembrano indicare, secondo alcuni osservatori, un rimboschimento di un'area precedentemente denudata del versante sinistro del canalone, confermando, secondo un geologo l'ipotesi una valanga avvenuta nel 1936 che avrebbe distrutto la copertura boschiva. Questo fatto accaduto è molto tragico e forse un tra i più tragici che ha messo in rischio quasi  80 persone ecco perché dobbiamo ricordarlo.

VIZZARRO JACOPO FEDELE

PUNGENTE LUDOVICA

Giornata della memoria 27/01/2017

“Quelli che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo.”
Armenia 1913/1915, Russia 1924/1953, Ebrei 1938/1945, Indonesia 1965/1967, Cambogia 1975/1979, Rwanda e Burundi 1990….
Il XX secolo, spesso definito come il “Secolo dei genocidi”, fu contrassegnato dalla volontà di alcuni governi al potere di procedere all’annientamento fisico e programmato di un gruppo di esseri umani.
La Giornata della Memoria, istituita ufficialmente dalla Repubblica italiana nel 2000 per ricordare l’orrore della Shoah,è un’occasione per le classi della Scuola Secondaria di Monteparano, attraverso le attività legate alla memoria storica, di avviare un percorso di riflessione continuo che non si esaurisce nella celebrazione di una giornata, ma prosegue ininterrottamente e instancabilmente nel curriculo di Storia e Cittadinanza di tutte le classi, affinché la memoria degli errori del passato e l’insistente educazione alla tolleranza impediscano il generarsi di forme di discriminazione e il ripetersi di orrori commessi dall’umanità.

Arte e immagine tra elementare e media

26 gennaio 2017Modifica

Mercoledi 18 gennaio presso la scuola media di roccaforzata si è svolto un laboratorio di arte e immagine  con la quinta elementare, allo scopo di accogliere e orientare i futuri alunni… nei giorni successivi laboratori con le altre discipline,

– In cuore abbiamo tutti un cavaliere pieno di coraggio, pronto a rimettersi sempre in viaggio. (Rodari)

 

Testo

LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

 La Giornata internazionale della donna (definita Festa della donna) ricorre l’8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui sono state oggetto e sono ancora, in tutte le parti del mondo. Questa celebrazione si è tenuta per la prima volta negli Stati Uniti nel 1909 , in alcuni paesi europei nel 1911 e in Italia nel 1922. Sfortunatamente le celebrazioni furono interrotte in tutti i paesi belligeranti negli anni seguenti allo scoppio della prima guerra mondiale, avvenuto nel luglio 1914. In Italia la Giornata internazionale della donna fu tenuta per la prima volta soltanto nel 1922, per iniziativa del Partito comunista d'Italia, che la celebrò il 12 marzo, prima domenica successiva all'ormai fatidico 8 marzo. In quei giorni fu fondato il periodico quindicinale Compagna, che il 1º marzo 1925 riportò un articolo di Lenin, scomparso l'anno precedente, che ricordava l'otto marzo come Giornata internazionale della donna, la quale aveva avuto una parte attiva nelle lotte sociali e nel rovesciamento dello zarismo. Nel settembre del 1944, si creò a Roma l'UDI, Unione Donne in Italia, per iniziativa di donne appartenenti al PCI, al PSI, al Partito d'Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoro e fu l'UDI a prendere l'iniziativa di celebrare, l'8 marzo 1945, la prima giornata della donna nelle zone dell'Italia libera, mentre a Londra veniva approvata e inviata all'ONU una Carta della donna contenente richieste di parità di diritti e di lavoro. Con la fine della guerra, l'8 marzo 1946 fu celebrato in tutta l'Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosa, che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, secondo un'idea di Teresa Noce, di Rita Montagnana e di Teresa Mattei. Nei primi anni cinquanta, anni di guerra fredda e del ministero Scelba, distribuire in quel giorno la mimosa o diffondere Noi donne, il mensile dell'Unione Donne Italiane (UDI), divenne un gesto «atto a turbare l'ordine pubblico», mentre tenere un banchetto per strada diveniva «occupazione abusiva di suolo pubblico». Nel 1959 le senatrici Luisa Balboni, comunista, Giuseppina Palumbo e Giuliana Nenni, socialiste, presentarono una proposta di legge per rendere la giornata della donna una festa nazionale, ma l'iniziativa cadde nel vuoto. Il clima politico migliorò nel decennio successivo, ma la ricorrenza continuò a non ottenere udienza nell'opinione pubblica finché, con gli anni settanta, in Italia apparve un fenomeno nuovo: il movimento femminista.

i diritti dei bambini

I DIRITTI DEI BAMBINI

Il  20 Novembre si celebra la Convenzione dei Diritti dell’ infanzia e dell’ adolescenza, adottata nel 1989. La maggior parte dei Paesi  del mondo si è impegnata a rispettare i diritti dei bambini. Ma  ci sono ancora moltissimi bambini che lavorano e soffrono. Questo significa che il  nostro governo deve assicurarsi che ogni bambino goda di tutti i diritti elencati in questa Convenzione. Ce ne sono 52 i più importanti sono:

-DIRITTO AL GIOCO

- DIRITTO ALLA SALUTE

-DIRITTO D ESSERE UN BAMBINO

GIULIA

GRETA

PROGETTO ERASMUS 2016

news scuola

Le Foibe

Con l'espressione massacri delle foibe, o spesso solo foibe, si intendono gli eccidi ai danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia, occorsi durante la seconda guerra mondiale e nell'immediato dopoguerra. Il nome deriva dai grandi inghiottitoi carsici dove furono gettati molti dei corpi delle vittime, che nella Venezia Giulia sono chiamati, appunto, "foibe".

i termini "foibe" e il neologismo "infoibare" sono diventati sinonimi di uccisioni che in realtà furono in massima parte perpetrate in modo diverso: la maggioranza delle vittime morì nei campi di prigionia jugoslavi o durante la deportazione verso di essi.

 

Noi ragazzi di seconda abbiamo studiato le foibe in geografia e abbiamo scoperto

che nella nostra regione ne abbiamo alcune e che erano come un’arma per la gente,un’arma che uccideva.

 

Abbiamo anche alcune testimonianze oggi, con il racconto di un sopravvissuto delle foibe

 

Dopo giorni di dura prigionia, durante i quali fummo spesso selvaggiamente percossi e patimmo la fame, una mattina, prima dell’alba, sentii uno dei nostri aguzzini dire agli altri:< Facciamo presto, perché si parte subito >.Infatti poco dopo fummo condotti in sei, legati insieme con un unico filo  di ferro, oltre quello che ci teneva avvinte le mani dietro la schiena, in direzione di Arsia. Indossavamo solo i pantaloni e ai piedi avevamo solo le calze.

Un chilometro di cammino e ci fermammo ai piedi di una collinetta dove, mediante un fil di ferro, ci fu appeso alle mani legate un sasso di almeno venti chilogrammi .Fummo sospinti verso l’orlo di una foiba, la cui gola si apriva paurosamente nera.. Un partigiano allora, in piedi col mitra puntato su di una roccia laterale, ci impose di buttarci. Poiché non mi muovevo, mi sparò contro. Ma a questo punto accade il prodigio: il proiettile anziché ferirmi spezzò il fil di ferro che teneva legata la pietra, cosicché quando mi gettai nella foiba, il sasso era rotolato lontano da me.

 Cadendo, non toccai fondo, e tornato a galla potei nascondermi sotto una roccia. Subito dopo vidi precipitare altri quattro compagni colpiti da raffiche di mitra e percepii le parole - Un’altra volta li butteremo di qua , è più comodo -pronunciate da uno degli assassini. Poco dopo fu gettata nella cavità una bomba che scoppiò sott’acqua schiacciandomi con la pressione dell’aria contro la roccia. Verso sera riuscii ad arrampicarmi per la parete scoscesa e a guadagnare la campagna, dove rimasi per quattro giorni e quattro notti consecutivi, celato in una buca. Tornai nascostamente al mio paese, solo allora potei dire di essere veramente salvo.

Il premio Nobel per la pace

Il premio nobel per la pace è stato istituito da Alfred Nobel nel 1895 ed è stato assegnato per la prima volta nel 1901.  La cerimonia si tiene ad Oslo. Il vincitore  del premio viene scelto dal Comitato per il Nobel norvegese composto da cinque persone scelte dal Parlamento norvegese. L’ assegnazione del premio non si è svolta in 19 occasioni:

Durante la prima guerra mondiale
Negli anni difficili tra le due guerre mondiali
Negli anni della guerra fredda

Il vincitore del premio Nobel nel 2015 è stato il “Quartetto per il dialogo nazionale tunisino”

STEPCHILD ADOPTION

La stepchild adoption in inglese adozione del figliastro o adozione in casi particolariè un istituto  giuridico che consente al figlio di essere adottato dal partner del proprio genitore.

La stepchildadoption viene generalmente utilizzata quando due adulti formano una nuova famiglia e uno di loro, o entrambi, portano un figlio avuto da una precedente relazione. Generalmente queste famiglie sono la conseguenza di divorzi, separazioni, famiglie mononucleari o della morte di un coniuge.

L'istituto è finalizzato: da un lato, a consolidare i legami familiari in una famiglia ricostituita; dall'altro, a tutelare l'interesse del minore a veder garantita l'instaurazione di un rapporto giuridico analogo a quello genitoriale con un soggetto al quale non è legato biologicamente, ma determinato ad assumere nei suoi riguardi un ruolo genitoriale.

La stepchild adoption è consentita in Germania in forme simili alla versione italiana; mentre l'adozione piena e legittimante, aperta sia a coppie eterosessuali sia omosessuali, è prevista nel Regno Unito, Francia, Spagna e Grecia. In Italia è istituita dal 1983 per le sole coppie eterosessuali sposate e, dal 2007, anche conviventi.

Questa norma è stata istituita per la prima volta nel Regno Unito tramite la legge sulle civili partnership ovvero sulle unioni civili delle coppie omossessuali. In seguito è stata consentita anche in altri Paesi europei come in Germania, dove non è consentita l'adozione esterna alle coppie omosessuali.

Per effetto della stepchild adoption l'adottante assume nei confronti dell'adottato i tipici doveri del genitore, e in particolare il dovere di provvedere alla assistenza morale e materiale dell'adottato, al pari del genitore biologico.

In Italia l'adozione in casi particolari è disciplinata sin dal 1983 con Legge 4 maggio 1983, n. 184 "Diritto del minore ad una famiglia” e permette l'adozione del figlio del coniuge, purché vi sia il consenso del genitore biologico e a condizione che l'adozione corrisponda all'interesse del figlio. E' previsto anche il consenso del figlio qualora abbia già compiuto i 14 anni. Nel caso sia tra i 12 e i 14 anni d'età il Giudice è tenuto ad ascoltare la sua opinione e tenerne conto.

Il procedimento di adozione non è automatico e si propone avanti il Tribunale per i minorenni che effettua un'indagine sull'idoneità affettiva, la capacità educativa, la situazione personale ed economica, la salute e l'ambiente familiare dell'adottante.

Sino al 2007, era ammessa solo per le coppie sposate: successivamente il Tribunale per i minorenni di Milano prima e quello di Firenze poi, hanno esteso questa facoltà anche ai conviventi eterosessuali, ritenendo in questo caso che fosse interesse del minore che al rapporto affettivo fattuale corrispondesse anche un rapporto giuridico, consistente in diritti ma, soprattutto, doveri.

Il nostro pensiero è il seguente: siamo pienamente d’accordo sulle possibilità di affidare il minore all’ altro partener se uno dei due viene a mancare.

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